Siamo un gruppo di amici: ogni tanto ci incontriamo per chiacchierare,leggere, scrivere... Volete condividere le nostre emozioni?
martedì, 27 maggio 2008,15:07

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Correndo

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Giaccio immobile osservando soffitti abituati a cambiare ormai troppo spesso.

Non mi sento bene.

Non mi sento a casa.

Mai.

Sensazioni umide, gelide come notturni spifferi che danzano inafferrabili nelle notti autunnali fra le piante in riva ai boschi.

Mi alzo.

Non è vero, sono rimasto  sdraiato, inerte, quasi liquefatto. Piangerei ma non credo che sia il caso, in questo momento; sarebbe più un modo per distrarmi, per spiazzare me e l'andamento naturale delle cose. Ora solo pensieri.

Sembro morto, effettivamente, ma in realtà sto correndo.

Osservatemi attentamente...

Io corro.

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venerdì, 18 aprile 2008,14:35

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Aleatoria

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Manca qualcuno!?

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...perché? perché? chichi? CHI? Perché?

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perchè?

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CHI? o CHE COSA?

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Da soli siamo incapaci di...

TA-CE-RE!!!

...suoni illusori.

Casuali come gocce in una grotta

grotta

grotta

grotta

grotta

clock!

Parlami ancora.

Lei se ne andò con la sua valigia colma di affetti a me sconosciuti e proibiti.

Caso volle ciò!

sciò!!!

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...scivolasti dalle mie sensazioni quotiane

lasciandomi

scie

di speranze...

PROFUMO d'illusione

ascoltavo la mia voCE

solo dall'interno pareva sensata

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Questo cuoio ai polsi mi lacera.

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venerdì, 28 marzo 2008,10:24

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Sacrificio

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Donna divenuta

seguendo

 di natura

(docile obbligo)

il percorso segnato.

Rossa vitalità

riversata a segnare

indelebili ricordi d'inevitabili momenti.

Clessidra

lenta si riempie di queste prime volte. 

Donna.

Amante.

Madre.

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a Voi. Maestro Buitre. 

..

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venerdì, 14 dicembre 2007,11:31

Poe  sia...

Cime cupe e ruvide attendono o ne danno l'illusione

tetra e sporca di ansia incontenibile.

Brillanti spie nell'ombra

immaginarie

osservano movimenti e sospiri

pensieri nemici loro alleati ti schiacciano a terra

sconfiggendoti senza fatica.

Ossessioni come acqua fredda in vecchie pentole su un'insistente

piccola fiamma

creano movimenti insospettabili ribollendo

anime ree.

Instabili forme scolpiscono insicurezze

intimi tremori.

 

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venerdì, 09 novembre 2007,12:17

Strade

Girava

Vincent

strisciando inquieto

su questi ciottoli

i piedi

in cerca di una carezza sull'anima.

Dondolandosi.

Dal suo mondo di dolorosi pensieri impalpabili

filtrava realtà

Le sue mani

immagini 

avrebbero riproposto.

Colori

Segni.

Maurice

 una casa Rosa  

 data all'eternità.

Visi dipinti da tutto il mondo in tutto il mondo

in una piazza.

Edgar ne fa danzare un'altra

su un sogno

non sognato.

Corpi a spicchi per dare la vita

ad una verità.

Pablo.

Strade

che ci uniscono nello spazio.

Involontarie cancellano Tempo.

E incontro Édouard

e Jacob Camille.

Così Montmartre. 

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giovedì, 27 settembre 2007,18:48

La tua sera non si piega silenziosamente all'imbrunire. Un tempo ti saresti chiesta il perché, ma ormai non ti chiedi sempre più cose che vorresti risolvere, capire...

Ti limiti ad intuire, ma sempre più distrattamente, sempre meno attratta da tutto ciò che renda utile il gesto ritmicamente faticoso delle tue vene di ossigenarti, di tenerti in vita.

Sei troppo bella e per questo sei rimasta sola. Sola a trentasei anni per colpa della Metropolis che si cela dentro le menti della massa, che obbliga tutti i pensieri a menare per quel preciso sentiero. Nessuno abbastanza normale da avvicinarti come si fa con chiunque.

Troppo bella, non fa per nessuno!

Solo Dario, così poco attraente, ti trattava come se non fossi quella Dea che tutti ti obbligavano ad essere. Quanto eri felice. Quanto amore, c'era. E nessun posto per la cattiveria dei luoghi comuni.

Dario andò in Australia dieci anni fa'.

Lavoro. Tu non lo seguisti. La famiglia.

La paura.

Ora capisci perché la tua sera non vuole piegarsi e sorridi.

Perché no? 

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martedì, 19 giugno 2007,10:49

Il Grande Salto

Non puoi farlo! Non credere che basti sempre la volontà! Dove li metti i mezzi, le possibilità, le disponibilità, le capacità?

Non riuscirai a vedere nemmeno un bordo del tuo sogno materializzarsi dal fumoso tratto in cui ora esiste. Lascialo lì, magari saprà introdursi in altri mattoni più solidi, stabili, possibili. Ed avrà una vita.

Ora no, non è tempo.

Non puoi farcela.

Ogni cosa al suo tempo. Volere è potere hanno lo stesso rapporto di mare e sabbia. Coesistono in un quadro meraviglioso, il primo crea l'altro. Ma, a volte, capita che ci siano solo rocce. Il panorama può essere ugualmente affascinante, ma è più subdolamente pericoloso, più inavvicinabile.

Stai attento! Ripensaci!

Ma non le diede retta.

E per qualche istante almeno, volò.

 

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mercoledì, 23 maggio 2007,12:05

Buio

Silenzioso scivolo pesantemente fuori dal piccolo vano metallico. Luce artificiale dentro. Luce artificiale fuori.

I passi non sono, come quasi sempre, proposti con particolare attenzione da farmi rendere conto dell'impegno che il mio corpo ci mette per spostarsi.

Frugo fra le chiavi.

Troppe.

Trovo quella che mi serve. Apro la porta impedendo alla luce artificiale di sporcare il buio.

Chiudo tutto dietro le mie spalle. E m'immergo nel mio buio.

Lo conosco già così bene! Credo che il mio buio sia sempre lo stesso, in qualunque posto mi trovi, impiego sempre così poco tempo, per riconoscere tutto ciò che ricopre col suo nero unico, da essere ormai convinto di avere trovato un amico. Schivo, silenzioso, riflessivo.

Faccio tutto.

Tutto al buio.

Niente luce artificiale che ferisca il mio buio.

Niente luce artificiale che ferisca il suo sonno.

Continuo la mia infinita scivolata stancamente maestosa.

Qualche giravolta, pochi passi di una danza solitaria e mi spingo verso il riposo.

Anche oggi è finito.

E lei è sempre qui.

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martedì, 24 aprile 2007,09:17

Tensione

Trama bassa ed intrecciata. Troppo. Non so più cosa imporre agli abitanti di un mondo che sono andato a disturbare con troppa presunzione. Non sono capace. Lasciarli in bilico, per sempre vittime di un limbo non voluto? Troppo facile e troppo codardo. Ma mi sono perso... provo a gettare le mani con forza in questo maledetto groviglio di filo spinato, in questo rovo maligno, mi taglio, sanguino, non trovo il primo filo da tirare per rifare su i troppi gomitoli che ho pensato di disfare ed intrecciare, senza sapere che ci vuole una maestria suprema, per farlo. E loro sono tutti lì, ad aspettare che un dio strano ed imprecis(at)o gli regali un attimo in più,ed un altro, un altro, per fargli capire il senso delle loro esistenze.

Ma non sono capace.

Soffro più di loro, le mani tremano, ferite, come un cerbiatto braccato dall'uomo armato.

Potrei sentirmi realmente dio ed imporre la fine a tutti loro, senza che capiscano il senso di niente. Tanto nessuno può sapere del destino degli altri. Saggia decisione.

Mi devo salvare.

Morte loro, vita mia...

...Gemma, quella notte, decise che l'intreccio della sua vita era ormai troppo saldamente raggruppato in un nodo irrisolvibile. Accese il gas. Nell'attesa della morte iniziò a percorrere i lunghi corridoi della clinica, sbirciando, fra la penombra, i volti poco riconoscibili dei suoi compagni di sventura.

Aldo non sapeva più che farsene, di un amore secco e sterile. Si gettò nelle acque del fiume insieme a lei, dopo averla addormentata con una quantità di sonnifero che sarebbe servito, da solo, a farla morire.

I genitori di Paolo si recarono alla clinica quando il sole ancora faticava ad alzarsi. Suonarono il campanello e il boato fu di un'aggressività luciferina.

FINE

 

INIZIO

 

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martedì, 27 marzo 2007,16:27

Tonica

Parto da te. Vibrante ed importante, solo per certe occasioni, puoi cambiare di grado in ogni momento, dipende tutto dalla partenza. Ma oggi, ora, in questo preciso istante, parto da te...

Con un paio di salti confermo la tua importanza, definendo anche la tua natura, il tuo modo, per questa volta è decisamente malinconico, quindi minore. Torno a sfiorarti, a farti vibrare, chiudo gli occhi e mi ritrovo a dominarti sul tuo quinto, per poi ingannare, risolvendo sul sesto, lo facciamo francese? Preferisco tedesco, per scendere sul quinto, questa volta quattro/sei, poi sette... gioco, modulo, mi allontano... sempre di più... non ti vedo e non ti sento, fino quasi a farti dimenticare del tutto, ma io non posso e non so dimenticarmi di te, mi riavvicino con maestria e leggerezza e mi appoggio alla tua sensibile con un quattro/due, ripasso da te facendoti ricordare da tutti e scappo subito per andare sulla sottodominante imponendo su di essa un secondo minore.

Ma si, oggi ho deciso di essere bislacco! Cadenza napoletana e terza piccarda, per illuminare, alla fine, il tuo modo triste, rendendoti maggiore!

Sarai tonica di nuovo, sarai mille altre cose, un ritardo, un appoggiatura, sarai di volta, dominante, eccedente.

Ma ora non sei più niente.

Allontano le mani dai tasti.

La romanza senza parole è conclusa.

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