Dargomyskhy
Mancano due ore, cinquantatre minuti ed inutili secondi al mio momento. Per ora mi pare di stare bene. Anzi, ne sono sicuro: io sto bene.
Nel frattempo i minuti sono scesi a cinquantadue.
Non è cambiato nulla. Fra poco tutto partirà.
Inizierà.
Ecco, inizierà è il verbo più adatto per ciò che accadrà fra due ore, quarantanove minuti e venti secondi.
Si, questa volta i secondi li ho considerati. Forse perché sono venti. Venti...
Venti...
Che parola interessante, affascinante, fresca, potente: venti.
Tic.
Tic.
Tic.
Tic.
Tic.
Tic.
Tic.
Tic.
Tic.
Tic.
Tic...il tempo passa, lo sapevate? Passa, scorre, direi. O forse, meglio ancora, procede... Avanza. Ecco: il tempo avanza. Come una ruota su una strada piana, sempre uguale, semplicemente avanza. Questione di punti e di incontri, anche di casualità, fatto resta che il tempo avanzi.
Che bello, ormai ho rosicchiato la ruota per abbastanza tempo da accorciare la distanza da questa precisa parola a L'Inizio di quasi una sola ora.
Iniziare, partire, strade, ruote, passare, scorrere, procedere, avanzare, venti (vento...
Questo già basterebbe, coniugando, collegando, infarcendo di congiunzioni, articoli e aggettivi, basterebbe per scrivere una storia. Magari non avvincente, nemmeno bella o nuova. Ma una storia.
E la mia storia? Partirà anzi: inizierà, positivamente o meno, in modo interessante o noioso, ma partirà fra...cazzo, è partita da tredici minuti e venti secondi ed io ero qui.
Distratto.
Mi consolo che ci fosse il venti.