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venerdì, 29 febbraio 2008,16:08

 

Ho freddo.
Sono io, è il mio corpo questo, che sussulta sul materasso? Sono vuota. Vuota, vuota…
Cos’è questo straccio intorno alla testa, soffoco…toglietemelo…
Ho freddo, tanto freddo Claude. Dove sei. Tutte queste voci intorno…la tua…dov’è la tua. E’ bianco…
E’ neve quella. E’ il suo odore.
Sei fuori a dipingerla amore? Catturala! Prendila tutta…fai un bel quadro bianco…pregalo, diglielo… Hoschedè lo comprerà. Trova i soldi…Jean e Michel hanno le scarpe troppo strette.
Trova i soldi… Michel è tanto piccolo…
Oddio tremo, tremo, sempre più forte. La coperta è ruvida. Non sento niente, non sento niente. Sono pesante e leggera.
Aaah…che bello ora. No…forse sto morendo. Muoio Claude?
Strano…fluttuo…si…fluttuo…come loro…hai detto che fluttuavano i tuoi orientali. Ti piacciono tanto…
Bella la tua Camille in kimono vero? Modella… Mi hai preso il viso…si…una mano dietro al collo, la tua bocca… Sempre tutte sporche di colore le tue mani!
Quel kimono e poi…ah… la legna e la carne per me e Jean. Faceva tanto freddo. Le manine viola. Dipingi Claude, trova i soldi…Dipingi.
Come mi hai fatto vivere amore…tante volte ho creduto di morire.
Ma io ti amo.
La tua pittura…Mi hanno detto che ami più lei di me. Ma si, io amo anche questo. Sei fatto di colori. Sarai un grande pittore Claude Monet, l’orgoglio del Salon. E io…la tua bella moglie e modella. Si amore…niente più miseria, niente creditori. Tu hai le mani e gli occhi che sanno afferrare il mondo…Capiranno. Io ti amo…
Ho sete…
Stringimi…Ho paura…Aiutami!
La tua voce…la tua voce…Sei tu! Sei qui. Qui per me…non sono sola, non come a Parigi quando nacque Jean.
Ho un peso nel petto. Soffoco…soffoco.
Ascoltami amore. Io…i bambini…
…Ma se sono io questo suono, forse sto solo rantolando.
Oh amore mio, ecco, mi bastano i tuoi occhi.
Guardami.
Claude guardami. Guardami!
No, non così…non osservarmi. Hai gli occhi di quando divori le cose.
No, non guardarmi così, non voglio.
Claude ti prego!
Non sono la tua modella ora. Guarda me, tua moglie!
Guardami come Jean e Michel guardano la prima neve… Si…e come quando ero macchiata di sole nel giardino…si…a Ville d’Avray…Tutta di luce…sei tutta di luce mi hai detto.
Si, la tua bellissima luce…
Claude…la vedo anch’io…adesso…
Camille Doncieux fu la modella, compagna e poi moglie di Claude Monet. Morì a soli 34 anni lasciando due bambini piccoli, Jean e Michel. Per tredici anni condivise con Monet una vita di miseria e speranze, a volte ai limiti della sopravvivenza. Monet non cercò mai un altro lavoro per mantenere la moglie e i figli, come d'altra parte fecero tutti gi altri Impressionisti che versavano, chi più chi meno, nelle stesse condizioni. Quando, dopo una lunga estate di malattia, Camille morì, Claude confessò che mentre contemplava la moglie sul letto di morte all'alba, si accorse che , malgrado il dolore, i suoi occhi percepivano più di ogni altra cosa i colori del volto di Camille. Prima ancora di imprimere per sempre nella memoria il suo viso, il suo istinto di pittore aveva visto le tonalità azzurre, gialle, grige della morte. Con orrore si sentì prigioniero delle sue percezioni visive e paragonò la sua sorte a quella di un animale che gira la macina.
Entrambi i quadri che ho scelto e dai quali ho preso ispirazione, raffigurano Camille.
 
by ombrellina | commenti (32) | commenti (32)(popup)
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