Il soggetto Z era davvero interessante, benchè dopo anni ne furono perse le tracce. L'unico uomo sensibilmente ignorante privo di ombelico e privo soprattutto della menzogna (il male dell'umanità, concime di migliaia di interazioni sociali, ebbene lui ne era immune) fu inconsapevolmente vittima di un grande intrigo pasticciato, di spessore internazionale. Le storie di rapimenti ad opera di fanatici, viaggetti interstellari su pianeti rossastri e meditazioni pro-gregge erano appunto storie per camuffare, paraventi di ben altra verità scomoda.
L'uomo eccezionalmente immacolato dalla bugia aveva, ai tempi degli exploit da circo, accumulato molti debiti da gioco, proprio perchè non sapeva barare nemmeno con un avversario di 10 anni. E nonostante questo deficit incalcolabile, lui perseverava nel gioco e nel divertimento, dilapidando così i suoi guadagni e diventando povero incallito, felice ma impiastro, rischiando di mettere a repentaglio la sua nuova vita con l'ermafrodita tra i rami del ciliegio celebre nella zona.
E si sa che i soldi servono sempre, denaro fresco e contante e sonante, anche un uomo senza ombelico e senza bugia lo capirebbe e ne avrebbe bisogno, tanto più se è un uomo sfortunato e tapino che punta alle carte e non sa barare per vincere la posta in palio. Fu allora che il personaggio Z, che dunque sale alla ribalta delle nostre cronache, decise di vendere la propria non-arte: si, vendersi. In un mondo che fa della menzogna un pilastro sociale, lui era una rarità, una mosca bianca, una perla di magia nel deserto sub-sahariano. Non ci volle molto tempo e ben presto, grazie ad amicizie comuni e grovigli di contatti traversi, fu notato da un grande e ricchissimo sceicco di origini americane-europee (padre fiammingo e madre argentina per la precisione, cresciuto in Kuwait tra commistioni di razze e popoli) che nella sua carriera fortunata conosceva solo oro nero e oro giallo. Questo divino, brillante ma strano arabo, preso da un capriccio di chi non ha da fare altro che contare ricchezze, volle a tutti i costi un nuovo monumento-soprammobile da porre nella sua reggia gigantesca tra limousine d'oro massiccio e harem di vergini piccanti. Meglio ancora sarebbe stato, per il suo immancabile prestigio di cattivo gusto, un soprammobile umano e quale poteva essere se non addirittura un uomo che non sapeva mentire e che non aveva il nodino sul ventre? E quindi, dietro a prospettive rosee di mari e monti, anche il nostro Z non seppe dire di no allo sceicco e cadde nella rete dei suoi tirapiedi, che misero in piedi stravaganti stratagemmi per celare il suo viaggio improvviso di non ritorno. Ma non tutto filò come sperava Z, forse non fu una mossa giusta e tranquilla, come vivere all'ombra di un albero di ciliegie.
Nel deserto la sabbia scotta e talvolta morde.



