
C'era una volta, in un regno lontano, una terribile principessa megalomane. Il suo passatempo preferito era scaraventare oggetti addosso agli sfortunati membri della corte ed in particolare, amava seviziare la dama di compagnia leggendole storie scritte di suo pugno. La principessa megalomane infatti, era convintissima di essere una grande scrittrice e proclamava ad alta voce versi sconclusionati, autodefinendosi raffinatissima ermetica.
La dama di compagnia d'altro canto, oltre ad aver imparato a schivare specchi, spazzole e portagioie, aveva fatto propria l'arte della dissimulazione, indossando perennemente un sorriso inespressivo e annuendo silenziosamente con la testa. In realtà, durante la lettura, chiusa nel mondo ovattato dei tappi in cera accuratamente nascosti da due strategiche ciocche di capelli , immaginava di veder rotolare la principessa dalle scale o di affogarla nella sua vasca da bagno di centoventicinque metri.
La principessa megalomane odiava essere contraddetta. Chiunque in passato aveva tentato di presentarle il mondo sotto un altro punto di vista, era stato immediatamente defenestrato. Aveva fatto costruire una torre altissima fatta di caramelle - perchè adorava le cose dolci, alcuni sovrani di regni vicini malignavano che fosse per compensazione - e da lì ogni dissidente osservava il suo ultimo panorama.
Altra sua peculiarità era il non poter accettare che ci fosse qualcuno migliore di lei. In tutti i campi si proclamava onnisciente e ogni sera, prima di andare a letto, accarezzava il martelletto tempestato di pietre preziose, con il quale emetteva le sue sentenze.
Un giorno però, arrivò a corte un giovane hippy che non aveva paura di nessuno e chiese di essere ricevuto da Sua Altezza. La principessa megalomane si presentò sfoggiando il suo più bell'abito di piume di pavone e sedette sul suo altissimo trono.
"Dimmi giovane sfrontato, cosa ti porta qui da me? La tua impudenza credo, dato l'abbigliamento."
"Altezza, vi propongo un esperimento. Sapete, mi sto laureando in scienze della comunicazione e mi hanno incaricato di fare un sondaggio."
"Svelto per carità, che ho una defenestrazione tra poco e un verso meraviglioso che mi bussa in testa e che devo assolutamente annotare"
"Vedete altezza, all'università da qualche anno hanno istituito un criterio di valutazione degli insegnanti da parte degli studenti. Si tratta di riempire in forma anonima una scheda. Così i professori sanno cosa pensano di loro gli allievi."
"Cosa credi che me ne importi di queste fandonie? Arriva al dunque."
"Vi propongo di fare un test di questo tipo con il vostro popolo. Magari non così diretto, chiedete cosa adorano di più, può esservi utile."
"Che idiozie, è ovvio che adorino tutti me più di qualsiasi altra cosa."
Il giovane venne defenestrato.
Durante la notte, il sonno della principessa megalomane fu molto agitato. Si svegliò tutta sudata e la cosa la irritò moltissimo. Alle tre di notte fece buttare giù dai letti tutti gli scribi del regno affinchè compilassero al computer le schede che le aveva consigliato il giovane impudente.
La mattina dopo, davanti ad ogni porta fu deposto un plico col bollo della sovrana in glassa di zucchero. Alle sei del pomeriggio ai piedi del trono giaceva un'enorme catasta di fogli. La principessa megalomane entrò fasciata in un abito d'oro massiccio che la rendeva alquanto goffa e appesantita, ma la faceva splendere più di qualsiasi altro mobilio in sala. Con un gesto della mano ordinò che iniziasse lo spoglio delle schede.
"Il pollo arrosto. La lasagna al pesto della zia Pina. Il sole al tramonto. Le cosce di mia moglie. Il calendario di Jhonny Depp. Le offerte 3x2 al supermercato dietro l'angolo..."
"COOOOOOSAAAAAAAA?????" La principessa megalomane si alzò sbattendo le maniche del vestito sui braccioli del trono e provocando un'onda metallica assordante che inondò la sala. Lo spoglio delle schede continuò fino alla fine e non ci fu una scheda che la indicasse come oggetto di adorazione.
La principessa megalomane divenne prima bianca, poi rossa, infine leggermente verdognola. Si alzò, si portò al centro della sala e poi urlò:
"DEFENESTRATELI TUTTI!!!!!!!!!!!!!!"
Tutti rimasero pietrificati. Poichè nessuno era stato escluso dal compilare le schede, comprese le guardie di palazzo, si resero conto che avrebbero dovuto defenestrarsi a vicenda. Perciò rimasero immobili.
Fu così che Sua Altezza ebbe un attacco isterico in piena regola. Finito l'attacco, restò nel normale stato semi allucinatorio e si avviò verso la torre della defenestrazione. Iniziò a mangiarne la base, con foga, desiderosa di sentire il dolce in bocca. Dopo qualche minuto, sentì un rumore sordo provenire dall'alto. Alzò la testa con la bocca piena e anch'essa vide il suo ultimo panorama, ma dal basso. La torre veniva giù, centoquaranta
Il popolo e i rappresentanti della corte diedero fuoco alla montagna di dolci, che divenne un unico blocco di zucchero cristallizzato. Poi ridendo, se ne andarono tutti in massa a mangiare le lasagne al pesto dalla zia Pina.




