“Sorridi!”
“Un altro sorriso, guarda da questa parte!”
“Ferma cosi’, ecco, ora girati, no, non muoverti, ferma, ferma…”
Quante volte aveva sentito ripetere le stesse frasi. Fino alla nausea, una nausea che a volte si provocava da sola per rigettare il cibo che non era riuscita a trattenersi dal mangiare, il che, per fortuna, capitava di rado.
Uno studio fotografico, otto fari che le sparavano addosso luci e calore artificiale.
Occhi indiscreti, attraverso lenti polarizzate, scrutavano ogni suo movimento.
E intorno a lei, truccatori, parrucchieri, consulenti d’immagine, tutti pronti a dire o fare qualcosa, in una spasmodica ricerca di perfezione formale.
Prima dell’uscita della collezione autunno-inverno il set era sempre un delirio e lei, paziente, si sottoponeva ad ogni tortura necessaria per apparire in forma smagliante.
Settimane piene di insalate, impacchi di camomilla, pillole anoressizzanti e ginnastica, tanta ginnastica annaffiata da acqua naturale e qualche lacrima, ogni tanto, quando il mascara colava impietosamente nell’occhio.
Ogni tanto faceva capolino la paura di non farcela, di non riuscire a mascherare una ruga incipiente, che le avrebbe fatto perdere il lavoro.
Non c’e’ posto per il tempo che passa: largo alle piu’ giovani, che non hanno curve da nascondere e si accontentano di compensi piu’ bassi.
Ma questa e’ una giornata speciale. Niente piu’ ansia, niente piu’ paura: lei e' ancora giovane, per fortuna, e si sente molto tranquilla, mentre una luce diretta le illumina il viso, che finira' in copertina.
E’ sempre curiosa di vedere il risultato del lavoro del fotografo, ma raramente le concedono di vedere le immagini, prima del fotoritocco e della pubblicazione.
Forse questa volta faranno un’ eccezione.
Piu’ tardi chiedera’ il permesso di rimirare la propria immagine in anteprima.
“Sposta la lampada, illuminala bene.”
Sente le voci dei professionisti attorno a lei, come provenire da un posto molto lontano.
Due lampi, forse tre, e il fotografo si ritrae.
“Fatto. Con questa e’ tutto pronto per l’editoriale di domani.”
“Posso? Devo chiudere” La voce dell’infermiere e’ rauca e non riesce a celare malumore ed impazienza.
“E’ proprio vero che nemmeno i personaggi famosi hanno mai pace” pensa l’uomo, coprendo col lenzuolo il viso della top model.
Un istante dopo, le luci si spengono e la porta della morgue viene chiusa a chiave.
L’infermiere torna a casa, dove una moglie stanca e spettinata gli fa un cenno di saluto.
“Tutto bene? “ gli chiede, piu’ per abitudine che per reale interesse, mentre lui toglie il soprabito intriso di pioggia.
“Il solito. Si impasticcano e poi si vanno a schiantare da qualche parte. Oggi e’ arrivata una di quelle modelle famose, domani sara’ sui giornali. Come? No, sai, sono un po’ tutte uguali, e poi non ricordo come si chiama.“
Eulalia, travestita da impermeabile, ha visto e sentito tutto.
Ora e’ appesa in anticamera, a lasciar sgocciolare lacrime per una persona di cui neppure lei, chissa’ perche’, riesce ricordare il nome.